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    <title>2291938</title>
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    </image>
    <item>
      <title>Acqua motricità</title>
      <link>https://www.psylog.it/acqua-motricitaca4bb66c</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  
Il nuoto è una delle
prime attività che i neonati possono iniziare a fare per sviluppare
una serie di competenze fisiche e cognitive.

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/57d52614/dms3rep/multi/pexels-photo-61129.jpeg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    
Il nuoto è una delle
prime attività che i neonati possono iniziare a fare per sviluppare
una serie di competenze fisiche e cognitive. L‘ambiente
acquatico offre un contesto sicuro e stimolante in cui i bambini
possono esplorare il movimento. Questo tipo di attività aiuta a
sviluppare la coordinazione, la forza muscolare e l’equilibrio,
elementi fondamentali per il loro sviluppo motorio complessivo.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Sul
piano fisico, l’attività in acqua aiuta a rafforzare il sistema
cardiovascolare e respiratorio. Inoltre, i 
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      movimenti
in acqua promuovono la flessibilità e la coordinazione, supportando
lo sviluppo muscolare in modo equilibrato
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    .


  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Dal
punto di vista cognitivo, l’acqua offre stimoli sensoriali che
possono accelerare lo sviluppo cognitivo, migliorando la
consapevolezza spaziale e il bilanciamento.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Il
nuoto per i neonati ha un impatto positivo anche sul piano emotivo e
relazionale. La partecipazione ai corsi di nuoto permette
ai genitori di interagire strettamente con i loro bambini, creando
momenti di complicità e rafforzando il legame affettivo. Questo
contatto fisico e giocoso in acqua contribuisce a creare un senso di
sicurezza e fiducia nel neonato.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Dunque,
uno dei 
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      grandi
benefici del nuoto è la promozione della salute generale
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    :
i neonati che nuotano regolarmente tendono a dormire meglio e
a sviluppare un sistema immunitario più forte, riducendo il rischio
di obesità infantile. Inoltre, il nuoto favorisce la
socializzazione, poiché i bambini imparano a interagire con i loro
coetanei in un ambiente divertente e sicuro. Infine, l’acqua è un
mezzo naturale in cui i neonati si sentono a loro agio, grazie alla
memoria del liquido amniotico, il che riduce la paura dell’acqua e
aumenta la sicurezza.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Il

    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      ruolo
dei genitori
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
durante le lezioni di nuoto è 
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      cruciale
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    .
La 
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      presenza
rassicurante
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
di mamma e papà offre un senso di sicurezza al neonato, facilitando
l’adattamento all’ambiente acquatico. È importante che i
genitori partecipino attivamente alle lezioni, seguendo le
indicazioni degli istruttori e incoraggiando il bambino con dolcezza
e pazienza. Questo non solo aiuta il neonato a sentirsi sicuro, ma
rafforza anche il legame affettivo tra genitore e figlio.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Durante
le lezioni è importante che i 
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      genitori
siano coinvolti in attività di gioco
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
che stimolino il bambino a esplorare l’acqua in modo naturale e
senza forzature. Le attività ludiche, come il canto di canzoncine o
l’utilizzo di giocattoli acquatici, possono rendere l’esperienza
ancora più piacevole e rassicurante per il neonato.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/57d52614/dms3rep/multi/pexels-photo-61129.jpeg" length="414966" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 10 Sep 2024 13:34:35 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Come scegliere i
giochi per i neonati?</title>
      <link>https://www.psylog.it/come-scegliere-i-giochi-per-i-neonatieb51f53d</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  
Noi professionisti
dell’età evolutiva lo sappiamo … giocare con i più piccoli non
è così facile!

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/57d52614/dms3rep/multi/pexels-photo-255514.jpeg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    
Noi professionisti
dell’età evolutiva lo sappiamo … giocare con i più piccoli non
è così facile! Spesso, infatti, i genitori arrivano da noi
disorientati e senza gli strumenti necessari per poter costruire
attività coinvolgenti e divertenti con i loro bambini.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Soprattutto
quando si parla di neonati le mamme e i papà appaiono confusi
riguardo a ciò che è più corretto proporre ai loro bambini, questo
perché li vedono come figure anche troppo immature per poter portare
avanti sequenze di gioco più complesse!
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
    
Di
seguito vi lasciamo alcuni esempi utili che potrebbero essere utili
ai neo genitori!
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        I
	giocattoli che oscillano o tintinnano per creare suoni sono
	particolarmente coinvolgenti, poiché aiutano i bambini curiosi a
	favorire una connessione creativa tra suono e movimento.
        
                        &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
                        
        
Sono
	perfette maracas o sonagli, possibilmente costruiti con materiali
	leggeri, che diano un ritorno sensoriale, e con forme adeguate che
	facilitino la prensione.
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        Sfruttare
	il tempo a “pancia in giù” (tummy time) utilizzando giocattoli
	dai colori vivaci o che fanno rumore… ciò può aiutare ad
	attirare la loro attenzione e incoraggiarli a usare i muscoli del
	collo in modo indipendente.
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        Palestrine
	per neonati: nel nostro blog trovate un articolo interessante per
	imparare a scegliere la palestrina più adeguata.
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        Giochi
	causa-effetto: per esempio giochi in cui è necessario spingere,
	schiacciare o girare l’oggetto per attivare una funzione; oppure
	giochi in cui è necessario impilare (torri, cilindro con cerchi) o
	incastrare.
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        Lo
	specchio: anche un piccolo specchio in cui genitori e bambino
	possano specchiarsi e instaurare una sorta di gioco sulla
	sintonizzazione affettiva aiuta a stimolare l’intersoggettività;
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        La
	lettura: I libri possono essere presentati ai bambini già intorno
	ai sette mesi. Ovviamente si tratta di libri specificamente creati
	per quest’età così precoce. Presentano un’immagine per pagina
	che il genitore può andare a denominare. Sono fondamentali per lo
	sviluppo dell’attenzione focalizzata e per lo sviluppo del
	linguaggio.   
	
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Per
saperne di più non esitate a contattarci.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/57d52614/dms3rep/multi/WhatsApp+Image+2024-09-11+at+11.30.50.jpeg" length="67427" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 10 Sep 2024 13:33:13 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.psylog.it/come-scegliere-i-giochi-per-i-neonatieb51f53d</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>COME SCEGLIERE UNA
PALESTRINA PER NEONATI</title>
      <link>https://www.psylog.it/come-scegliere-una-palestrina-per-neonatifdfd8b7c</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  
Le palestrine per
neonati sono i primi giochi messi a disposizione del nostro bambino,
perciò non devono essere scelte con leggerezza!

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/57d52614/dms3rep/multi/IMG-20240918-WA0015.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    
Le palestrine per
neonati sono i primi giochi messi a disposizione del nostro bambino,
perciò non devono essere scelte con leggerezza! E’ fondamentale
che siano sicure e adatte alle esigenze dei nostri piccoli nei primi
mesi di vita. Per questo devono è necessario che vengano costruite
con grande attenzione per preservare il bambino da ogni pericolo. Ed
è inoltre importante che i genitori siano preparati per sceglierle
con consapevolezza al momento dell’acquisto.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Ma
come scegliere il giusto modello?
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ol&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        Importante
	che favorisca lo sviluppo sensoriale: nei primi mesi di vita è
	attraverso i sensi che i neonati conoscono, imparano e crescono. Le
	palestrine, in particolar modo, devono aiutare il bebè a sviluppare
	la vista, il tatto e l’udito. Devono favorire il suo sviluppo
	psicomotorio. Quelle migliori vengono costruite in legno, materiale
	caldo, resistente ed ecosostenibile, che regala al tatto
	piacevolissime sensazioni.
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        Garantire
	la sicurezza del neonato: I bebè portano tutto in bocca, il rischio
	di ingerire qualcosa è alto. Quando scegliamo un giocattolo per
	loro, assicuriamoci che non sia costituito da piccole parti che si
	possono staccare. Verifichiamo anche che sia realizzato e colorato
	con sostanze atossiche per preservare la salute dei nostri
	piccolini.
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        Evitare
	di sovraccaricare di stimoli: Se stimolare i sensi di un bambino è
	necessario per aiutarlo a crescere, sovraccaricare il piccolino di
	stimoli è controproducente. È inutile dare a un bimbo un gioco che
	non può usare. Molte palestrine sono troppo piene di luci, colori,
	suoni che mal si adattano a un neonato.
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ol&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Hai
ancora dei dubbi?
    
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
    
Non esitare a contattarci 

  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/57d52614/dms3rep/multi/IMG-20240918-WA0015.jpg" length="67427" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 10 Sep 2024 13:30:22 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>PCI – SAI
COS’E’?</title>
      <link>https://www.psylog.it/pci-sai-cose3226733e</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  
Con il termine
paralisi cerebrale infantile (PCI) si intende un ampio gruppo di
disturbi neurologici causati da una lesione permanente, non
progressiva, del cervello in via di sviluppo, che si verifica prima,
durante o dopo la nascita.

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/57d52614/dms3rep/multi/WhatsApp+Image+2024-09-11+at+11.30.57.jpeg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    
Con il termine
paralisi cerebrale infantile (PCI) si intende un ampio gruppo di
disturbi neurologici causati da una lesione permanente, non
progressiva, del cervello in via di sviluppo, che si verifica prima,
durante o dopo la nascita.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    La
presenza di un danno del sistema nervoso centrale influenza in modo
variabile sia la funzione motoria globale, sia lo sviluppo
complessivo del bambino. Le conseguenze della lesione cerebrale
interessano in via primaria la postura (la relazione tra le diverse
parti del corpo) e il movimento (lo spostamento nello spazio e nel
tempo di una o più parti del corpo). A questi disturbi possono
associarsi problemi sensoriali (in particolare visivi), intellettivi,
comunicativi (difficoltà di articolazione della parola oppure
difficoltà di linguaggio più generali), della deglutizione e
problemi di tipo emotivo con difficoltà a relazionarsi con gli
altri.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Anche
se la lesione cerebrale che causa la PCI non è reversibile, le sue
conseguenze sono variabili e possono modificarsi durante la crescita.
Le potenzialità di recupero risultano sensibili a interventi rapidi
e mirati.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    I
disturbi (sintomi) causati dalla paralisi cerebrale infantile
diventano evidenti nei primi due/tre anni di vita e interessano
soprattutto la postura e il movimento. La compromissione della
capacità di muoversi è molto variabile, per sede (numero di arti
interessati, coinvolgimento del tronco), gravità (da lieve a
severa), caratteristiche cliniche.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    In
alcuni bambini i problemi possono essere così lievi da rivelarsi
solo come “impaccio motorio”, ad esempio con lievi variazioni nel
cammino o difficoltà di movimento di una gamba o un braccio; in
altri casi, le difficoltà possono essere più gravi, così da
rendere impossibili atti semplici della vita quotidiana.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Dal
punto di vista motorio, nei primissimi anni di vita il bambino con
PCI può presentare:
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        ritardi
	nel raggiungere alcune tappe fondamentali nello sviluppo, ad esempio
	ritardo nell’acquisizione del controllo del tronco (non riuscire a
	stare seduti da soli a 8 mesi) o ritardo nell’acquisizione della
	capacità di camminare da soli (ad esempio, non riuscire a camminare
	a 18 mesi;
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        flaccidità
	o rigidità degli arti
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        andatura
	irregolare e asimmetrica
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        movimenti
	involontari aritmici lenti e irregolari
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        movimenti
	involontari aritmici rapidi simili a scatti
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        movimenti
	involontari ritmici come tremori
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Oltre
ai problemi di tipo motorio, il bambino con PCI può presentare
diverse problematiche associate tra cui:
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        difficoltà
	di alimentazione e deglutizione
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        stitichezza
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        epilessia
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        malattia
	da reflusso gastroesofageo (GERD), in cui vi è un passaggio di
	materiali gastrici nell’esofago
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        difficoltà
	di ragionamento, memoria, linguaggio, apprendimento (difficoltà
	cognitive)
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        problemi
	nello sviluppo del linguaggio e delle capacità comunicative
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        problematiche
	comportamentali
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        difficoltà
	visive
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        difficoltà
	uditive
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        difficoltà
	respiratorie
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        complicazioni
	muscolo-scheletriche
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Non
necessariamente tutte le problematiche sopra descritte sono presenti.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Le
PCI possono essere differenziate adottando sistemi di classificazione
differenti e basati su elementi clinici, epidemiologici, radiologici
(rilevati dalla risonanza magnetica, RM) e funzionali, e sulla base
di segni comportamentali precoci.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      La
maggior parte dei casi di paralisi cerebrale infantile non può
essere prevenuta, ma è possibile ridurre i rischi adottando alcune
precauzioni nello stile di vita
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
e i provvedimenti consigliati per mantenersi in salute e ridurre al
minimo le complicazioni della gravidanza:
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        assicurarsi
	di essere vaccinati, la vaccinazione contro malattie come la rosolia
	può prevenire una infezione che potrebbe causare danni al cervello
	fetale
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        prendersi
	cura della propria persona, più sano è lo svolgimento della
	gravidanza, minore è la probabilità di sviluppare un'infezione che
	può causare paralisi cerebrale
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        effettuare
	controlli prenatali frequenti, visite regolari dal medico durante la
	gravidanza sono un buon modo per ridurre i rischi per la salute di
	mamma e bambino, aiutando a prevenire la nascita prematura, un basso
	peso alla nascita e infezioni
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Per
approfondire l’argomento vi consigliamo questa interessante
lettura: 
    
                    &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
                      
      “Paralisi
cerebrale infantile: cosa i genitori vogliono sapere”. A cura di
Setaro AM, Fedrizzi E. Fondazione Pierfranco e Luisa Mariani: Milano,
2016
    
                    &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/57d52614/dms3rep/multi/WhatsApp+Image+2024-09-11+at+11.30.57.jpeg" length="149419" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 10 Sep 2024 13:28:12 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.psylog.it/pci-sai-cose3226733e</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/57d52614/dms3rep/multi/WhatsApp+Image+2024-09-11+at+11.30.57.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LA
DISPRASSIA</title>
      <link>https://www.psylog.it/la-disprassia2352fecd</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  
Per
disprassia intendiamo la difficoltà a programmare ed eseguire atti
motori consecutivi deputati ad uno scopo preciso.

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/57d52614/dms3rep/multi/pexels-photo-1104014.jpeg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    
Per
disprassia intendiamo la difficoltà a programmare ed eseguire atti
motori consecutivi deputati ad uno scopo preciso.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    In
altre parole, osserviamo maldestrezza o goffaggine, che investe la
motricità grossolana (correre, saltare, arrampicarsi), quella fine
(costruire, incastrare, avvitare), la processazione sensoriale, la
consapevolezza spaziale e l’organizzazione del pensiero.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
                      
      CAMPANELLI
DI ALLARME PER I GENITORI E GLI INSEGNANTI
    
                    &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    In
base all’età del bambino possiamo osservare alcuni comportamenti,
o difficoltà presentate, che ci possono essere di aiuto
nell’individuazione della disprassia.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Se
nel tuo bambino osservi o hai notato:
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        Un
	ritardo nel raggiungimento delle tappe evolutive più importanti
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        Difficoltà
	nell’alimentazione e nel sonno durante primi anni di vita (che
	possono essere ancora presenti)
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        Difficoltà
	a rimanere seduto a lungo
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        Tendenza
	a inciampare in oggetti/persone
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        Andatura
	goffa nella corsa
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        Tendenza
	a cadere spesso
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        Tendenza
	a far cadere gli oggetti
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        Difficoltà
	nel salire e scendere le scale
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        Difficoltà
	nel pedalare col triciclo
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        Mancato
	senso del pericolo, ad esempio nel saltare da un muro alto
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        Difficoltà
	nei giochi con la palla
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        Difficoltà
	nella motricità fine: nell’usare la matita o le forbici o nel
	vestirsi, ad esempio nell’usare bottoni e cerniere
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        Maggiore
	tendenza a capricci e scatti d’ira
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        Mancanza
	di gioco simbolico (far finta di…)
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        Ritardo
	nella lateralizzazione
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    …
potremmo trovarci davanti ad un quadro di
disprassia. 

  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Se
ne abbiamo il sospetto, come prima cosa supportiamo il bambino
durante quelli che ci sembrano i compiti più difficoltosi, senza
sostituirci, ma accompagnandolo durante l’azione.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    E’
molto importante non frustrare il bambino facendogli notare l’errore
o paragonandolo ai pari o, peggio, a bambini più piccoli. E’
indispensabile sostenere il senso di autoefficacia sottolineando
quello che sa fare  e che le sue manine sono ” abili” a fare
delle cose come anche i suoi ” piedini”.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    A
questo punto, è utile contattare uno specialista del settore che
supporti le strategie del bambino e la famiglia nell’affrontare la
quotidianità e la scuola.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    La
presa in carico precoce, e l’inizio dell’intervento
riabilitativo, è estremamente importante per supportare i bambini
disprattici durante il corso del loro sviluppo. Ecco perché anche
genitori e insegnanti devono porre attenzione ai principali
campanelli di allarme.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
                      
      COME
AVVIENE LA DIAGNOSI DI DISPRASSIA? 
    
                    &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    La
diagnosi viene effettuata da un gruppo di specialisti comprendente il
neuropsichiatra infantile, il terapista della neuropsicomotricità
dell’età evolutiva (TNPEE), lo psicologo e il logopedista.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    In
particolare, dal punto di vista motorio, verrà effettuata da parte
del TNPEE un’osservazione qualitativa di come il bambino
disprattico si adatta e si organizza al nuovo setting;
successivamente verranno proposti test standardizzati che
quantifichino le difficoltà motorie.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Le
aree indagate sono:
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        L’area
	della motricità grossolana (equilibrio statico e dinamico,
	coordinazione motoria globale)
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        L’area
	della motricità fine (movimenti singolarizzati delle dita,
	coordinazione oculo manuale)
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        L’area
	visuo-percettiva (integrazione visuo-motoria e percezione a
	motricità ridotta)
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        Il
	disegno
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
                      
      GIOCHI
E SUGGERIMENTI UTILI
    
                    &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Nel
caso siano presenti alcune difficoltà sopra elencate KEEP CALM!
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Già
nel contesto domestico possono essere messe in atto piccole strategie
che possono sostenere il tuo bambino nel suo sviluppo. Abbiamo quindi
pensato ad alcune attività da poter proporre sia individualmente che
in piccolo gruppo così da coinvolgere anche fratelli o amichetti!
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        All’aria
	aperta o in una grande stanza, creare percorsi che abbiano al loro
	interno ostacoli da superare, panchetti su cui salire, cerchi in cui
	saltare e pedane oscillanti che esercitano l’equilibrio;
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        Utilizzare
	bottiglie riempite di sabbia o sassolini e una palla di medie
	dimensioni per coinvolgere tutta la famiglia nel gioco del bowling;
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        Utilizzare
	i chiodini chiedendo di riprodurre su un pannello un disegno secondo
	un modello dato;
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        Costruire
	lunghe collane con perline in cui si potrebbe aggiungere l’ulteriore
	difficoltà di rispettare una determinata sequenza di colori/forme
	precise;
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;p&gt;&#xD;
        
                        
        Utilizzare
	plastilina o pasta di sale (da fare a casa divertendosi insieme)
	così da creare serpentelli e palline che possono essere pizzicate o
	strizzate;
      
                      &#xD;
      &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Ricorda
che il bambino ha bisogno di supervisione e incoraggiamento per
riuscire a portare a termine il compito richiesto. Può essere utile
quindi non fornire mai più di due istruzioni contemporaneamente ed
assicurarsi che il piccolo sia pronto a riceverle; altra strategia
può essere quella di fornire il più possibile feedback positivi in
modo tale che non perda la sua autostima.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/57d52614/dms3rep/multi/pexels-photo-1104014.jpeg" length="393706" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 10 Sep 2024 13:25:57 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.psylog.it/la-disprassia2352fecd</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/57d52614/dms3rep/multi/pexels-photo-1104014.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>I
periodi sentitivi, che cosa sono?</title>
      <link>https://www.psylog.it/i-periodi-sentitivi-che-cosa-sono77bc9975</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  
I
periodi sensitivi sono predisposizioni interiori che spingono il
bambino a volgersi verso un elemento del suo ambiente che in quel
momento è necessario al suo sviluppo.

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/57d52614/dms3rep/multi/WhatsApp+Image+2024-09-11+at+11.30.42.jpeg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    
I
periodi sensitivi sono predisposizioni interiori che spingono il
bambino a volgersi verso un elemento del suo ambiente che in quel
momento è necessario al suo sviluppo. Il bambino opera delle scelte
nel contesto in cui vive in funzione di ciò di cui ha necessità per
imparare; è molto attratto da alcune attività e indifferente ad
altre.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    I
periodi sensitivi sono transitori. Quando vengono acquisite le
competenze a cui sono serviti, questi giungono a termine. Una volta
che il bisogno di imparare del bambino è soddisfatto e la competenza
istintivamente cercata è stata acquisita, il bambino è attirato da
altre cose.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Ciò
è qualcosa di assolutamente naturale! Imparare la stessa cosa quando
tale periodo si è ormai concluso, e più difficile. Per esempio, se
vediamo con quale facilità un bambino impara una seconda lingua
quando vi è esposto nel periodo sensitivo del linguaggio, ci
rendiamo conto di quanto tale processo sia diverso da quello
dell'adulto che, con fatica, inizia lo studio di una lingua
straniera!
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Il
bambino si costruisce con quanto gli offriamo ma senza ciò che gli
neghiamo. Da qui l'importanza di assicurargli un ambiente adeguato ai
suoi bisogni. Il contesto in cui il bambino vive deve garantirgli ciò
che occorre nel momento giusto. Gli stimoli positivi in un periodo
sensitivo devono essere offerti nella giusta quantità: né troppi né
troppo pochi. Ma non si deve neanche sovra-stimolare poiché
l'eccesso può sopraffare il bambino.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
                      
      Una
spugna non può assorbire tutta l'acqua della vasca
    
                    &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
                    
    !
Per questa ragione è importante conoscere principali periodi
sensitivi, per saperli riconoscere quando i bambini li stanno
attraversando e garantire ai piccoli protagonisti un migliore
accompagnamento nel loro slancio vitale.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Per
approfondire l’argomento vi consigliamo questa interessante
lettura:
    
                    &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
                      
      
Charlotte Poussin – Il metodo Montessori, per crescere tuo figlio
da 0 a 3 anni e aiutarlo ad essere sé stesso
    
                    &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/57d52614/dms3rep/multi/WhatsApp+Image+2024-09-11+at+11.30.42.jpeg" length="60434" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 10 Sep 2024 13:22:48 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.psylog.it/i-periodi-sentitivi-che-cosa-sono77bc9975</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/57d52614/dms3rep/multi/WhatsApp+Image+2024-09-11+at+11.30.42.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La
nanna da soli o la nanna in compagnia?</title>
      <link>https://www.psylog.it/la-nanna-da-soli-o-la-nanna-in-compagnia5550dc0c</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  
Per
quanto riguarda il momento in cui il neonato lascia la camera dei
genitori, non c'è una ricetta universale: varia infatti secondo i
paesi e il tipo di famiglia.

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/57d52614/dms3rep/multi/WhatsApp+Image+2024-09-11+at+11.30.30.jpeg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    
Per
quanto riguarda il momento in cui il neonato lascia la camera dei
genitori, non c'è una ricetta universale: varia infatti secondo i
paesi e il tipo di famiglia.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Dormire
nella stanza dei genitori non vuol dire dormire nel loro letto. Il
neonato può avere uno spazio che non è necessariamente il letto dei
genitori. Ciò gli dà la sicurezza che gli permetterà piano piano
di non avere più bisogno di tale condivisione. Non deve durare
troppo per non creare dipendenza che ostacola, a lungo andare, la
capacità del bambino di star bene per conto proprio e di
riaddormentarsi da solo dopo i microrisvegli notturni.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Anche
la qualità del sonno dei genitori è molto importante poiché se  il
piccolo dorme nel letto dei genitori, loro dormono male per paura di
disturbarlo. Si deve trovare l'equilibrio tra il contatto fisico e la
distanza. È tutta una questione di equilibrio, ma più tardi il
neonato si abituerà a dormire nella sua stanza, più sarà
complicato!
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Quando
i bambini crescono e il loro sonno diventa più fragile è importante
che vengano seguite alcune semplici regole che lo aiuteranno a
dormire meglio, in particolare:
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    •⁠
 ⁠Seguire
il ritmo naturale del bambino nel primissimo periodo e indurlo
progressivamente a fare dei sonnellini regolari, uno la mattina, uno
il pomeriggio. Seguendo i suoi ritmi, rinuncerà a quello del
mattino, in un'età che varia da bambino a bambino.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    •⁠
 ⁠Osservare
e conoscere i bisogni specifici del bambino e tenerne conto. Ci sono
bambini che dormono poco e altri che dormono tanto, ma la maggior
parte ha bisogno di andare a letto presto per dormire
tranquillamente.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    •⁠
 ⁠Per
quanto possibile, non svegliare mai un bambino che dorme, soprattutto
nelle prime tre settimane di vita, con eccezioni, ovviamente, per i
piccoli con gravi problemi di salute che necessitano cure mediche.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    •⁠
 ⁠Instaurare
una piccola routine rassicurante e piacevole prima di andare a
dormire, ma senza rigidità, in modo che nessun elemento di tale
routine diventi indispensabile, poiché può creare dipendenza e a
lungo andare infastidire il bambino invece di rassicurarlo. È
importante creare un clima disteso intorno al sonno, senza farne un
obbligo. Le piccole frasi «Buon riposo, a più tardi» e «Buona
notte, a domani mattina» fanno capire al piccolo se si tratta del
riposo pomeridiano o del sonno notturno. Se è agitato, ricordiamogli
che gli vogliamo tantissimo bene, anche quando sta dormendo.
Diciamolo spesso. Possiamo offrirgli un oggetto che ha un odore
familiare, e questo contribuisce a rassicurarlo, o un pupazzetto
(comunemente chiamato «oggetto transizionale» dai professionisti
della prima infanzia). 

  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    •⁠
Evitiamo tutto ciò che fa rimanere svegli
(troppe ninnenanne, le giostrine pendenti troppo stimolanti, con luci
elettriche o suoni forti, dotate di motorini). Evitando la
sistematicità, scongiuriamo la dipendenza. Infine, cerchiamo di
sottolineare una certa differenza di comportamento fra i pasti e i
cambi che avvengono di giorno e quelli di notte, per aiutare il
piccolo a fare una distinzione fra i due momenti. Perciò durante la
notte dobbiamo essere estremamente calmi, parlare a bassa voce ed
evitare di accendere la luce.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    •⁠
 ⁠Far
prendere al bimbo confidenza con il suo lettino, evitando l'abitudine
ad addormentarsi solo in braccio o in nostra presenza, oppure bevendo
qualcosa.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Cerchiamo
di non correre da lui al minimo rumore se si sveglia. 

  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Hai
dei dubbi?
    
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
    
Non esitare a contattarci per saperne di più!
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 10 Sep 2024 13:20:37 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.psylog.it/la-nanna-da-soli-o-la-nanna-in-compagnia5550dc0c</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Disturbo
dello Spettro Autistico</title>
      <link>https://www.psylog.it/disturbo-dello-spettro-autistico180057b3</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  
L’autismo è un disturbo del neuro-sviluppo che coinvolge principalmente il
linguaggio, la comunicazione e l’interazione sociale.

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/57d52614/dms3rep/multi/WhatsApp+Image+2021-04-14+at+09.38.36.jpeg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    
L’autismo,
o meglio denominato “
    
                    &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
                      
      Disturbo
dello spettro autistico
    
                    &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
                    
    ”,
è un disturbo del neuro-sviluppo che coinvolge principalmente il
linguaggio, la comunicazione e l’interazione sociale con presenza
di interessi ristretti e comportamenti ripetitivi e stereotipati.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    È
presente una vasta gamma di caratteristiche che varia da individuo ad
individuo; infatti, il disturbo copre un ampio spettro di sintomi,
livelli di abilità e disabilità che possono influire o meno
nell’autonomia quotidiana e di vita.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    I
bambini con disturbo dello spettro autistico hanno generalmente
difficoltà che si manifestano con discontinuità nella comunicazione
e nelle relazioni sociali, difficoltà di comprensione del pensiero
altrui e scarsa capacità di esprimersi con parole o attraverso la
gestualità e l’utilizzo dei movimenti facciali. In aggiunta,
possiamo riscontrare anche una ipersensibilizzazione nei confronti di
rumori e suoni, e movimenti del corpo ripetitivi e afinalistici.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Possono
avere inoltre risposte insolite alle persone, attaccamenti agli
oggetti, resistenza al cambiamento nella loro routine o comportamenti
auto- /etero-aggressivi. 

  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Oggi
sappiamo che la diagnosi precoce diventa fondamentale per poter
intervenire in maniera efficace sulle diverse “diversità di
funzionamento”, per questo è indispensabile che tutte le figure
che ruotano attorno al bambino (pediatra, insegnanti e genitori)
siano in grado di riconoscere i principali campanelli di allarme.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    In
particolare, ciò che meriterebbe un’osservazione specifica è:
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    -	Il
mancato contatto oculare durante i momenti di interazione giocosa;
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    -	L’assenza
di risposta al nome;
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    -	Il
mancato utilizzo funzionale dell’oggetto durante il gioco in favore
dell’esplorazione sensoriale dello stesso (es. nel gioco delle
macchinine il bambino non è interessato allo scambio interattivo
dell’oggetto con l’altro, ma piuttosto è molto concentrato
nell’osservare la macchinina che si muove, nell’ esplorarne i
dettagli, si concentra sul rumore che produce, etc…);
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    -	Spostamenti
nello spazio senza un preciso scopo/una precisa finalità;
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Se
il tuo bambino presenta alcune di queste caratteristiche non
preoccuparti! Il primo passo da fare è quello di chiedere consiglio
ad uno specialista del settore!
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 10 Sep 2024 13:16:21 GMT</pubDate>
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